2020: La fine del Mercato Tutelato

Aggiornamento (20/12/2019): il balletto continua. Il Governo ci ripensa di nuovo e riconferma lo slittamento della fine del Mercato Tutelato al gennaio 2022.
Aggiornamento (17/12/2019): nuovo colpo di scena: la Presidenza del Senato ha bocciato lo slittamento al 2022 annunciato la scorsa settimana: torna quindi valida la data indicata in questo articolo.
Aggiornamento (12/12/2019): giorno del giudizio rimandato... con l'ennesimo retrofront del Governo, la data è slittata dal luglio 2020 al gennaio 2022. Leggi l'articolo su e!

Hai sentito parlare della fine del Mercato Tutelato nel 2020? Pensi che sia un po’ come la profezia Maya della fine del mondo nel 2012, o il Millenium Bug nel 2000? Scopriamo insieme se è proprio così…

Mercato Libero sì o no?
Partiamo dall’inizio.

No, non dal Big Bang: dall’anno 1999, con il Dl. n. 79 del 16 marzo (Decreto Bersani). Iniziava il lunghissimo processo di liberalizzazione del mercato in Italia. Il Decreto Bersani seguiva le indicazioni della direttiva comunitaria del 1996 per la creazione del Mercato Unico dell’energia in Europa. Nel 2003 si liberalizzava di fatto il mercato del gas; bisognava attendere il 2007 per il mercato dell’energia. A partire da queste date, finivano i monopoli di Stato, e ogni consumatore aveva per la prima volta facoltà di scegliere il proprio fornitore e la propria offerta per la fornitura di luce e di gas.

Nasceva il Mercato Libero dell’energia. Ogni utente aveva la possibilità di diventare un vero e proprio cliente. Nessuno era costretto a farlo, e chi decideva di approfittare di questa opportunità non doveva pagare alcun costo. Chi, d’altra parte, optava per non migrare sul Mercato Libero, poteva fruire di condizioni contrattuali ed economiche stabilite dall’Autorità che oggi risponde al nome di ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente; ex AEEG, ex AEEGSI per semplificare la vita ai consumatori).

Queste condizioni economiche rispondevano al nome di Mercato di Maggior Tutela per quanto riguarda la luce, e Servizio di Tutela per il gas. A parte leggere differenze operative, la sostanza non cambia: per i clienti tutelati, i prezzi erano fissati trimestralmente dall’Autorità. In quest’articolo, per semplicità, parleremo di “Mercato Tutelato” includendo luce e gas.

Un mercato in via d’estinzione col 2020…

Sarà davvero la fine? (Immagine di icheinfach da Pixabay)

La fine del Mercato Tutelato

Secondo la Legge sulla Concorrenza (4 agosto 2017, n. 124), la data per il passaggio completo al Mercato Libero – ultimo atto di questa infinita transizione – doveva già essere scoccata nel luglio 2019, ma il famigerato “Milleproroghe” (decreto legge 91/2018) l’ha fatta slittare al luglio 2020.

A ogni modo, i clienti erano già stati avvertiti, con la bolletta dell’ottobre 2018, dell’incombente abolizione del Mercato a Maggior Tutela…

“Gentile Cliente,
la legge sulla concorrenza 124/17 stabilisce che dal 1 luglio 2019 tutti i clienti di energia elettrica e gas trovino contratti di fornitura SOLO sul mercato libero. Da quella data i contratti come il Suo, con prezzi aggiornati dall’Autorità, non saranno più disponibili: è quindi importante informarsi per tempo sulle novità e le opportunità previste, anche consultando il sito dell’Autorità di Regolamentazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA) o chiamando il numero verde 800 166 654.”

(Messaggio in bolletta ripreso dal Comunicato stampa ARERA 2018)

Perché quindi l’ennesimo rinvio? La maggioranza di governo ha motivato la decisione parlando di misure ancora necessarie per giungere a un ingresso consapevole dei clienti finali nel Mercato Libero, e di meccanismi che assicurino una regolare concorrenza. Ovvero, sul Mercato Libero a oggi si contano diverse centinaia di imprese attive: uno scenario giudicato troppo “selvaggio” in cui i clienti finali non sanno — anche perché mancano strumenti per informarsi — che pesci pigliare. In particolare, si è segnalata la necessità di realizzare opportune campagne informative multimediali, e quella di redigere e pubblicare, da parte del MiSE, l’Elenco — richiesto per legge — dei soggetti abilitati alla vendita di energia elettrica.

Questo Elenco, richiesto appunto dalla Legge sulla Concorrenza, ha lo scopo di garantire l’affidabilità delle imprese attive sul Mercato Libero. A oggi, in effetti, non esiste alcun titolo abilitativo per il ruolo di venditore di energia — chiunque potrebbe diventarlo. Ponendo regole stringenti sull’iscrizione a tale Elenco, potrebbe “filtrare” imprese che si buttano sul Mercato Libero senza disporre delle strutture adeguate a garantire affidabilità nei confronti del sistema elettrico, da un lato, e dei clienti dall’altro. Troppe aziende attive — spesso insolventi o fallite — danneggiano una sana concorrenza e generano confusione e sfiducia, oltre a poter causare grossi problemi di flussi economici all’intero sistema.

Il timore del Governo, insomma, era che l’utente fosse ancora troppo confuso, e che ci fosse bisogno di maggiori regole. In conclusione, che milioni di utenti disorientati si sarebbero ritrovati ancora nelle grinfie del Mercato Tutelato allo scoccare data fatidica, senza sapere esattamente cosa sarebbe accaduto loro…

Luglio 2019: il nuovo messaggio di ARERA

“Dal 1 luglio 2020, contratti di fornitura come il Suo, con prezzo aggiornato dall’Autorità (ARERA), non saranno più disponibili. Può già oggi cambiare contratto o fornitore in maniera semplice e gratuita con la garanzia della continuità del servizio: verifichi le offerte disponibili nella Sua zona sul “Portale Offerte“, dove può anche valutare proposte con condizioni contrattuali standard dell’Autorità e prezzo libero (offerte PLACET). Per maggiori informazioni, consulti il sito www.ilportaleofferte.it o chiami il numero verde 800 166 654.”

Questo il messaggio del 1 luglio 2019. Stavolta fa meno paura e non c’è più quel minaccioso “solo” maiuscolo, in grassetto e sottolineato. Suona tutto meno tassativo. Ma significa che è cambiato qualcosa? Insomma, forse ti stai giustamente chiedendo, a questo punto: è obbligatorio o no cambiare fornitore? E cosa sono queste offerte PLACET? E il Portale Offerte?

I dati di un recente rapporto di I-Com riporta che solo il 5% dei consumatori sa cos’è il Portale Offerte, e solo il 7% le offerte PLACET. D’altra parte, solo il 14% conosce la stessa ARERA (il fatto che cambi nome ogni paio d’anni certo non aiuta…).
Rispondiamo quindi a tutte queste domande:

Obbligatorio o no?

La legge non è cambiata: il Mercato Tutelato è abolito e tutti gli utenti luce e gas devono passare al Mercato Libero. Niente più prezzi fissati dall’Autorità. Anche chi non l’ha già fatto dovrà scegliersi un fornitore… ma che succede a chi non lo fa? Ci sono sanzioni? Ti staccano la corrente?

Anche se dettagli e modalità ancora non sono affatto chiari, l’Autorità chiarisce sul proprio sito che la fornitura non viene interrotta, concedendo agli utenti il tempo di individuare un nuovo fornitore, attivandosi nel frattempo il cosiddetto servizio di salvaguardia.

Il servizio di salvaguardia

Art. 60: L’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico adotta disposizioni per assicurare,  dalla medesima  data  di  cui  al  periodo  precedente,  il   servizio   di salvaguardia ai clienti finali domestici e alle imprese  connesse  in bassa tensione con meno di cinquanta dipendenti e un fatturato  annuo non superiore a  10  milioni  di  euro  senza  fornitore  di  energia elettrica, attraverso procedure concorsuali per aree territoriali e a condizioni che incentivino il passaggio al mercato libero

(Legge 4 agosto 2017, n. 124)

Questo servizio già esiste da tempo per le aziende, e serve per garantire la continuità della fornitura elettrica. Semplicemente verrà esteso anche agli utenti domestici.

Se stai pensando: “Lo sapevo, non cambia niente come al solito… sono solo chiacchiere… hanno solo cambiato il nome,” attenzione, perché invece stavolta le cose cambiano sul serio. In particolare i prezzi. Che in primo luogo non saranno gli stessi in tutta Italia, ma dipenderanno dalla regione (il servizio di salvaguardia è erogato da gestori locali, selezionati tramite asta biennale). E, soprattutto, saranno in ogni caso maggiorati. Infatti, il servizio di salvaguardia non ti lascia senza corrente, ma te la fa pagare cara…

Infatti, è previsto un incremento secco del costo dell’energia in bolletta, dovuto a un parametro che ha un nome assai minaccioso (sembra il titolo di un film di fantascienza): parametro omega. Una maggiorazione fissa sul prezzo dell’energia all’ingrosso (PUN) che può anche arrivare a raddoppiare il costo del kWh in alcune regioni.

Quindi bisogna davvero cambiare gestore?

Sostanzialmente, sì. Il servizio di salvaguardia non è una soluzione e non è semplicemente un nuovo nome per il Mercato Tutelato, ma una pezza per non lasciarti senza corrente mentre cerchi un nuovo gestore. Su questo punto, anche se non pone scadenze esplicite, la legge parla chiaro.

Però non temere: a chi vuole cambiare gestore non accade nulla di terribile:

  • puoi farlo gratuitamente: il nuovo fornitore gestirà tutti gli aspetti del passaggio, incluse pratiche amministrative e disdetta col precedente, senza costi per l’utente;
  • il cambio di fornitore non prevede interventi materiali sul contatore;
  • durante il passaggio a un nuovo fornitore non c’è alcuna interruzione di servizio
  • i tempi per il passaggio oscillano tra uno e due mesi
  • è possibile passare al Mercato Libero restando clienti dello stesso gestore, non è obbligatorio cambiarlo

Ma col Mercato Libero si risparmia?

Perché ci vogliono costringere a scegliere un fornitore del libero mercato? Non era più comodo averne uno fisso?

Be’, magari avevi un pensiero in meno, certo. Però, a differenza del Mercato Tutelato, il Mercato Libero offre agli utenti l’opportunità di godere di prezzi concorrenziali. E, in soldoni, sì, di risparmiare diversi quattrini — sempre che la scelta del fornitore sia oculata e ragionata in base alle proprie reali esigenze, e non ci si rivolga al primo che capita. Altrimenti si rischia di andare a spendere di più.

Il prezzo del Mercato Tutelato non è necessariamente più alto di quello del Mercato Libero; il principale svantaggio è che si tratta di un prezzo stabilito in maniera unilaterale dall’Autorità, fissato su base trimestrale, e quindi per nulla tarato sul cliente. Inoltre, i clienti del Mercato Tutelato possono vedere cambiare la propria tariffa ogni tre mesi, e quella tariffa devono pagare, col rischio di rincari improvvisi. Come è sempre accaduto nel secolo scorso, insomma.

Al contrario, i clienti del Mercato Libero scelgono i propri fornitori in base all’offerta che ritengono di volta in volta più vantaggiosa, e nulla vieta – anzi, l’idea è quella – di cambiare fornitore ogni volta che troviamo un’offerta migliore. Ogni fornitore ha infatti i propri prezzi e siamo liberi di confrontarli e sottoscrivere un contratto con quello che ci fa pagare meno, oppure che ci sembra offrire servizi aggiuntivi più convincenti o che fanno più al caso nostro.

Rispetto al Mercato a Maggior Tutela e alla sua logica trimestrale, le offerte del Mercato Libero hanno strutture molto diverse e svariate, davvero per tutti i gusti. Alcune sono a prezzo fisso: per chi vuole stare tranquillo ed essere sicuro di non imbattersi in rincari; altre sono a prezzo variabile, e possono farci risparmiare se il prezzo scende – cosa che può benissimo capitare in un settore così dinamico. Molte offerte prevedono fasce orarie, e chi più ne ha più ne metta.

I fornitori sono ormai moltissimi, e le offerte ancora di più. Non è facile orientarsi da soli e per questo è senz’altro sensato rivolgersi a un consulente.

Le offerte PLACET

Veniamo alla seconda delle tre grandi domande. Cosa sono le offerte PLACET di cui parla il nuovo comunicato ARERA.

Il suggestivo acronimo significa “Prezzo Libero A Condizioni Equiparate di Tutela“. Chiarissimo, no?

In pratica, con la fine del Mercato Tutelato, il legislatore si sente in dovere di aiutare i cittadini a non sentirsi troppo spaesati. Quindi, tutti i venditori del Mercato Libero sono obbligati per legge a offrire ai propri clienti una di queste tariffe, “chiara e comprensibile, a prezzi determinati liberamente ma con condizioni contrattuali definite dall’Autorità.”

Quindi: il prezzo è effettivamente libero e stabilito dal fornitore, ma la struttura di prezzo è stabilità dall’Autorità, così come le condizioni di contratto.

Come spiega ARERA sul proprio sito, si tratta in sostanza di offerte semplici, con struttura di prezzo uniforme, e che escludono tutti i servizi extra rispetto alla somministrazione di elettricità e gas. Sono sempre distinte tra fornitura gas e luce, e il prezzo si rinnova annualmente con obbligo per il fornitore di comunicazione tre mesi prima della scadenza riguardo alle variazioni.

… da non confondersi con le offerte di tutela SIMILE

Apriamo una parentesi: già in passato era stato messo in pista qualcosa di simile, anzi SIMILE alle offerte PLACET. Ma le due non sono da confondere e le offerte a tutela SIMILE non sono più disponibili (e dubitiamo che ne abbiate sentito parlare, essendo state un costosissimo flop). Queste defunte offerte erano per certi versi il contrario delle PLACET, sempre nate da questa fantomatica esigenza di “istruire” o “allenare” l’utente al temuto mercato di libera concorrenza. L’iniziativa dell’Autorità consentiva agli utenti di “provare” offerte simili (appunto) al brivido del Mercato Libero senza davvero lasciare il Mercato di Maggior Tutela.

A noi, resta il dubbio che tutte queste iniziative effimere non facciano altro che confondere le idee ulteriormente agli utenti, quando di fatto il passaggio al Mercato Libero è del indolore, e necessita unicamente di una scelta informata.

Il Portale Offerte

L’ultima domanda là sopra riguardava il Portale Offerte, creato da Autorità e Acquirente Unico, sempre in ottemperanza ai requisiti di chiarezza e informazione ai consumatori stabiliti dalla legge sulla concorrenza.

Il Portale Offerte è un comparatore automatico dov’è possibile confrontare le offerte del Mercato dell’Energia inserendo caratteristiche relative ai propri consumi. Nonostante le molte critiche a cui è stato soggetto da parte della stampa (Repubblica lo definì “quasi inutile” — e in effetti, inizialmente era molto limitato) è stato molto migliorato. L’abbiamo testato e l’abbiamo trovato ben fatto e di facile utilizzo. Il Portale include ora le offerte PLACET e quelle normali del Mercato Libero. Naturalmente, è uno strumento puramente informatico, e come tale lo riteniamo potenzialmente utile a fini orientativi, ma con tutti i limiti di qualunque altro comparatore di questo tipo — non dovrebbe insomma essere confuso con una consulenza che consideri le differenti esigenze dei consumatori e tutte le possibili dinamiche di un mercato in continua evoluzione.

Saturazione e anticipo

In conclusione:

Sì, il Mercato Tutelato è abolito, e dal luglio 2020 tutti i clienti devono passare al Mercato Libero. Chi non lo fa andrà in “salvaguardia” e spenderà molto di più.

Nei prossimi mesi si assisterà a una campagna informativa multimediale sul tema, e dovranno essere finalizzate varie iniziative al fine di garantire una migliore informazione dei consumatori.

Per cui, se non l’hai già fatto, senza dubbio conviene passare a un fornitore del Mercato Libero col dovuto anticipo. Risulta abbastanza probabile che, nonostante tutto, saranno moltissimi i clienti che aspetteranno l’ultimo momento per scegliere un nuovo fornitore nel 2020. La conseguenza? Una saturazione di richieste che creerà confusione, e forse un rallentamento delle procedure.

Meglio quindi portarsi avanti per tempo e scegliere il proprio nuovo fornitore di energia elettrica fin d’oggi. Sicuramente là fuori c’è quello che fa al caso tuo

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